Dopo la tempesta dell’estate…

Posted by Annarosa Mattei on Nov 8, 2009

Non si può sempre assistere imperturbabili alle tempeste dall’alto di uno scoglio…  A volte è necessario affrontare logoranti guerre di difesa contro le improvvise molestie dei venti contrari. Ho fatta fatica a tenere i remi in barca ammainando le vele nell’attesa che gli elementi ostili si quietassero e apparisse un punto d’approdo.  Finché l’orizzonte  non si è man mano rischiarato e la notte si è aperta. Sento ancora i sibili e gli schianti alle mie spalle ma spero che si allontanino di giorno in giorno e che una nuova tregua mi permetta di  tornare alla scrittura dopo mesi di paralisi.

Incoraggianti le parole di Giulietta Rovera sull’Archivio segreto: qualcuno legge ancora il mio libro a distanza di più di un anno dalla sua uscita.  Vive ancora, dunque, e cammina lento tra i lettori. Una gran cosa la lentezza che pure non è una mia virtù. La coltivo con cura, però, come fosse una pianta rara: la lentezza del camminare, dell’osservare, del riflettere ogni cosa in sé, la lentezza del leggere e dello scrivere, del vivere ogni istante come un distillato, senza perdere nessun segno del mondo che sembra correre via intorno per annullarsi inesorabilmente nell’indistinto che ci assedia.

Archivio Minerva


Una vecchia segnalazione dell’Espresso che mi era sfuggita…

Posted by Annarosa Mattei on Ago 5, 2009

espresso2


Le parole di Valerio Magrelli sull’Archivio segreto

Posted by Annarosa Mattei on Feb 9, 2009

Che passeggiare sia un’arte, lo dimostrano innumerevoli testi letterari. Infatti, anche limitandoci all’epoca moderna, molti scrittori hanno rappresentato il loro girovagare senza meta. Dalle “promenades” in campagna di Rousseau, a quelle parigine di Baudelaire, dai versi giocosi di Aldo Palazzeschi, alle assorte pagine di Robert Walser, il tema della passeggiata ha permeato romanzi e poesie. Eppure resta comunque sorprendente imbattersi in un racconto tutto centrato su un personaggio che se ne va a zonzo, nel centro storico di Roma, senz’altro scopo che quello di inseguire i propri pensieri.

Con “L’archivio segreto” (Oscar Mondadori), Annarosa Mattei descrive appunto una donna che alterna gli appuntamenti con gli amici, al puro piacere di camminare, sola, lungo le strade della sua città. La chiesa di Sant’Ignazio, il Pantheon, l’Aracoeli: in questo andare lieve e zigzagante, appaiono vicoli e piazze che permettono alla protagonista di incontrare l’umanità più varia.

Non solo. Accanto a uomini, donne e ragazzi, ecco infine apparire un gatto parlante. Questa magica figura di iniziato svelerà all’eroina il mistero cui allude il titolo del libro: un tesoro segreto, quell’archivio del mondo che giace da millenni nelle profondità della capitale, racchiudendo l’intera storia dell’umanità… Da un simile viaggio fantastico, la narratrice tornerà talmente turbata, da finire sul cofano di una Smart blu, segno che i nostri giorni mal sopportano qualsiasi forma di fuga visionaria.


La Repubblica – Lunedì 19 gennaio – Scaffale Romano

Posted by Annarosa Mattei on Gen 20, 2009

Una piccola preziosa segnalazione sulle pagine romane di Repubblica.


“Lunario Nuovo”, Scaffale di Narrativa Italiana 2008

Posted by Annarosa Mattei on Dic 27, 2008

Mi è piaciuta questa recensione, scovata su Internet casualmente. Ho messo anche tra i link amici la rivista Lunario nuovo

GIUSEPPE AMOROSO
In un elegante appartamento di un quartiere residenziale di Roma, la protagonista di L’archivio segreto (Mondadori, pp. 252, euro 13) di Annarosa Mattei parla con alcune amiche di letteratura. Ma intanto la polvere leggera del tempo che se ne va, l’assedio della solitudine, l’inappartenenza alle cose stringono inesorabili tutto, diffondendo una stranita atmosfera nella casa che a un tratto diviene una «zattera di naufraghi». L’indomani, nella triste aria di un mattino piovoso, la donna gira per le vie della città a «gustare» il mondo, tra una folla anonima di «marionette volteggianti». La invadono confusi pensieri mentre comincia la sfilata degli incontri: personaggi arrivano dal nulla, parlano, si spargono nell’esile trama con le loro storie personali, si perdono, continuano a resistere nella mente dell’io narrante. Sono figure svettanti, ombre sommesse, tracce di colori e suoni nel vertiginoso caos di corpi, automobili, segnali molesti. Ecco Edvige, «ragazza centenaria» presa dai suoi studi filologici, e Ferrando, sempre in viaggio. I loro discorsi si mischiano con i ricordi della donna che pur subendo queste estemporanee comparse sembra volerle evocare, chiamarle dall’assenza ad una nuova esistenza di racconto sapienziale, sotto un volo di «trionfanti» gabbiani. Il tempo immobile delle pietre, gli edifici carichi di gloria, i dettagli che sfuggono, il sortilegio delle ore che piega i luoghi a un riflesso di malinconia, a un «assemblaggio provvisorio costruito dai sensi» oscillano nell’onirica inerzia di visioni che forse sono solo un gioco razionale, il «ronzio del vuoto». I monumenti dell’antica Roma, le strade storiche paiono nuovi sfondi di illusione, vivi e perduti nel continuo mutare dei punti di vista. E passano altri personaggi che non sanno di essere «in un quadro diverso». Senza ancoraggi il tempo crea e dissolve i percorsi di un viaggio che fa apparire vera ogni finzione. La scrittura abbandona il suo movimento cronachistico, dilata gli episodi, aggancia i nomi al pendolo oscuro di una storia non scritta, a «fulminee attrazioni». Le spicciole frazioni del presente hanno una scia ciarliera di leggenda.

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Recensione di Sandro Dell’Orco – Libri e Riviste d’Italia 3/2008

Posted by Annarosa Mattei on Nov 23, 2008

Sandro Dell’Orco è uno scrittore. Delfi, pubblicato nel 2007 da Hacca, è il suo ultimo romanzo. Una storia metafisica la sua, in cui la realtà si sbriciola nelle sue infinite possibilità fino a decadere di senso e consistenza. Un’inchiesta che si avvita su se stessa condannando il protagonista a rimanere senza quella risposta che cerca in modo ossessivo e irriducibile. Mi fa piacere che a scrivere dell’Archivio segreto sia Sandro, amante, come me, dei sentieri tortuosi e accidentati, molto di più che di quelli piani e illusori. Siamo sempre soli ad attraversare la fitta boscaglia della complessità dietro la quale si intuisce e si cela il vuoto. Ma aiuta il riconoscersi in altri solitari viandanti che cercano il sostegno della filosofia, della letteratura, della scienza per illuminare almeno una parte del loro cammino.


Renato Minore, In libreria – rubrica del mensile “50 e più″ (anno XXX n.10, ottobre 2008)

Posted by Annarosa Mattei on Ott 16, 2008

Renato Minore


Maria Vincenza Zongoli – www.culturalazio.it

Posted by Annarosa Mattei on Ott 16, 2008

Questa recensione, comparsa il 15 ottobre sul sito della regione Lazio, www.culturalazio.it (Cultura bene comune), è fra le più amabili che abbia letto fino ad ora. Mi è sembrato che la lettura ripercorresse la scrittura intendendone pienamente il ritmo: dello sguardo, delle emozioni, dei passi. L’incontro che chiunque scriva desidera sempre fare con chi legge e “riscrive”, lasciando girare in moto perpetuo il magico cerchio della comunicazione letteraria.

www.culturalazio.it
assessorato regionale alla cultura, spettacolo e sport

LIBRI DEL MESE

L’archivio segreto
Edizione: di Annarosa Mattei. Arnoldo Mondadori Editore 2008, collezione Oscar, pp. 250. prezzo € 13,00

Sembra quasi “libro d’ore” questo intrigante piccolo libro, con la sua veste grafica affascinante e misteriosa: cartonato, dotato di elegante sopracoperta, squisitamente ed elegantemente nero. E che dire dell’immagine di copertina? un “capriccio” di Giovanni Paolo Panini, in cui si accalcano con fantastica armonia angoli suggestivi di Roma antica e scorci di cielo e natura affacciati in un territorio magico. Chi lo prende in mano ha la sensazione di avventurarsi in un intimo percorso da diario segreto, in un itinerario di emozioni attraverso luoghi, cose, sentimenti, paesaggi, silenzi. E così è.
Il Libro di Annarosa Mattei è effettivamente un diario dell’anima e un viaggio attraverso la storia e i luoghi di Roma, in cui presente e passato, emozioni e ricordi, aprono una dolce e accattivante esperienza di lettura. L’Autrice si immerge pian piano nel cuore e nella memoria di Roma, parla un linguaggio silente con gli animali e le persone, e attraverso intime parole disvela a poco a poco se stessa e recupera il senso della propria vita, offrendo contemporaneamente al lettore una chiave di accesso alla personale ricerca di sentimenti e di significati. Nei muti dialoghi in rima con i passanti, col gatto saggio, col colombo di strada, si svolge man mano una sorta di disagio per la realtà presente fatta di caos cittadino, di luoghi e di persone ai quali lo scorrere spietato del tempo ha fatto perdere forza e bellezza. Annarosa Mattei cammina – e fa camminare il lettore – alla ricerca di sensazioni e valori spesso perduti e comunque non sempre visibili da un presente che “celebrando l’istante” cancella il senso dell’antico. E’ un libro di struggente nostalgia, da leggere tutto d’un fiato per ritrovare un po’ di se stessi, meglio se passeggiando anche noi nella nostra personalissima Roma, pur se la nostalgia, fondendosi col fascino delle antiche strade cittadine, con le persone e le cose che la animano, si stempera e diventa desiderio di conoscenza, amore per il ricordo, voglia di integrazione e di scoperta. Dedicato a chi ha voglia di riflettere sul proprio posto nella vita, e sul senso raccolto e insieme rocambolesco, arcano e stupefacente, che è racchiuso nel vivere a Roma…..

Autore recensione: Maria Vincenza Zongoli

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Il Corriere della Sera 15 agosto – Giovanni Bollea

Posted by Annarosa Mattei on Ago 18, 2008

Il 15 agosto ero a Cortina e leggevo distrattamente i giornali come si fa in vacanza. Repubblica, il Corriere della Sera. Arrivata alla Terza Pagina del Corriere, con mia grande sorpresa, ho trovato in alto a sinistra un titolo che mi riguardava: Il romanzo di Annarosa Mattei. Non credevo ai miei occhi: Bollea che scriveva del mio libro! Il professor Giovanni Bollea era venuto alla presentazione del 16 luglio ed era intervenuto, alla fine dei vari discorsi introduttivi, con un suo commento che avevo trovato soprendente e lusinghiero. Non avrei mai pensato che l’avrebbe anche scritto e pubblicato. Più o meno tal quale.

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Elzeviro – Terza Pagina

Il romanzo di Annarosa Mattei
ADOLESCENZA, IL VERO SEGRETO

Ho letto con molto piacere il libro di Annarosa Mattei, L’ archivio segreto (Mondadori, pp. 250, 13), che racconta la strana passeggiata di una donna tra le vie e le piazze degli antichi rioni di Roma, come se cercasse un’ identità perduta. Nel fare i complimenti all’ autrice, le ho rivelato il mio pensiero profondo sul vero «segreto» e del perché lei avesse raccontato senza accorgersene la sua preadolescenza. Una descrizione delicata e sentita, della quale lei stessa non aveva colto l’ importanza. Il fascino in tutti i suoi diaframmi di aperture e chiusure sul negativo e sul positivo, e il ricordo cosciente che si materializzerà con struggente delicatezza all’ attenzione del lettore durante tutta la narrazione. Quello che ne scaturisce ci fa capire quanto abbia influenzato il suo impegno di madre e moglie, in un continuo, emozionante leit motiv poetico e lirico insieme. Un «assessment fantasia», un’ analisi del reale, che in funzione trasversale è riuscita a concepire un prodotto creativo di grande originalità. Personalmente mi sono sempre accostato alla fantasia in una prospettiva multidimensionale, dove la creatività è vista come la funzione di mille altre funzioni, le quali influiscono così su una gamma molto vasta ed eterogenea di abilità e domini del pensiero. Mi sentii perciò felice quando la Mattei, guardandomi con calma, disse che avevo colpito nel segno: «Lei l’ ha capito: ha capito tutto il positivo che una madre, raccontando la sua preadolescenza anche se in modo trasversale, può riversare sui figli». La sua famiglia infatti e a latere noi lettori scopriamo, al centro della narrazione, l’ intensità del mistero racchiuso in quell’ esperienza preadolescenziale sublimata, senza forzature, nella vicenda di madre e moglie, che svela il segreto dei suoi itinerari quotidiani, vissuti come episodi fantastici di una bambina illuminata. Un toccante esempio di sublimazione, racchiuso nello stesso sorriso che penso abbia avuto a quell’ età e con il quale volle ricompensare il mio pensiero. Un racconto che vorrei fosse letto con calma per approfondirne il valore essenziale, insieme alla poetica dei significati. Sottintesi soprattutto nei dialoghi con le amiche e nelle struggenti scoperte dei percorsi quotidiani dentro una Roma antica e modernissima, nel disegno dei gabbiani che planano lenti e velocissimi sul Vittoriano: così vicino, nella sua prepotente presenza, e così lontano dal piccione parlante, che muore solo, nell’ angolo di un marciapiede antico. Ed è un passato che resterà per sempre: avvincente per i giovani che vivono troppo poco la propria adolescenza e non riescono più a immaginare né il passato storico, né la loro vita futura. Un quadro chiarificatore surreale e insieme reale. Se per me è familiare riuscire a scrutare l’ inconscio, per i lettori sarà invece un’ avventura intima, racchiusa in una estenuata dolcezza.

Bollea Giovanni

Pagina 47
(15 agosto 2008) – Corriere della Sera

Recensione di Giovanni Bollea sul Corriere della Sera


Giuseppe Scaraffia – Dove – luglio 2008

Posted by Annarosa Mattei on Lug 21, 2008

Consigliati e sconsigliati da Giuseppe Scaraffia

ROMANZO. Chicken party romano di cinque amiche. La conversazione vola sulla letteratura e sui gusti del lettore medio. Poi le storie psicologiche appena accennate di varie coppie. Un’esplorazione del quotidiano che si snoda abilmente negli interstizi tra il sonno e la veglia, tra sogni a occhi chiusi o aperti: “la realtà è una specie di ologramma.

riflessivo ****