L’Unità 3 maggio – I Farmacisti e il tempio di Antonino e Faustina

Posted by admin on Mag 5, 2009

Credo che questo sia l’ultimo scorcio romano dato che le pagine romane dell’Unità saranno tagliate, a partire da domenica prossima, per ragioni di superiore necessità finanziaria.
Mi divertiva l’appuntamento settimanale con i dettagli riposti di Roma, la città che più di ogni altra prediligo per il suo sovrasenso, depositato e strutturato nelle pietre e negli strati solo apparentemente affondati. Roma continuerà, comunque, a entrare nella mia narrazione, con i suoi cieli notturni riquadrati da antichi chiostri e con i suoi personaggi, persi tra le maglie della storia, in perenne attesa di qualcuno con cui riprendere a parlare di sé e di altri tempi mai del tutto cancellati.


L’Unità 19 aprile – Giuseppe Cellini e le donne virtuose della Galleria Sciarra

Posted by admin on Mag 5, 2009


L’Unità 26 aprile – Il Tempio di Claudio e il giardino dei Passionisti

Posted by admin on Mag 5, 2009


L’Unità 12 aprile – La colonna di Marco Aurelio e i terremoti

Posted by admin on Mag 5, 2009


Fori Imperiali

Posted by Annarosa Mattei on Apr 7, 2009

L’Unità – Domenica 5 aprile

Non è che ce l’abbia con gli scavi. Assolutamente no. Penso però che scavare dove si è già scavato sia perfettamente inutile. Tanto più quando si cancellano alberi e giardini sempre più preziosi nel nostro ambiente urbano guastato e avvelenato. Tutta l’area compresa tra piazza Venezia e il Colosseo venne scavata nel secolo scorso. Il fatto che siano passati ottanta anni e più non vuol dire che le rovine sottostanti si siano moltiplicate. I venti alberi tagliati alle quattro di mattina nell’aiuola laterale di piazza Venezia gridano ancora vendetta. Tutto si sa di quel che c’è sotto la piazza, come sotto l’attuale via dei Fori Imperiali, tutto è stato accuratamente rilevato e infine ricoperto dalla terra. Tant’è. La memoria degli esseri umani è corta. Per questo hanno inventato la Storia di cui però non sanno che fare. Si sa che uno scavo comporta una distruzione: ma qualcuno si chiede a che vale? quasi cento anni fa a costruire il Vittoriano, qualche anno dopo a tracciare la via dell’Impero, ora per costruire i sotterranei della metropolitana. In cambio quartieri interi sono scomparsi, torri e palazzi memorabili sono stati abbattuti, ville e giardini del passato hanno fatto posto a nuove vie e a nuovi edifici assai più brutti degli antichi… Ma la bellezza, come la storia, è diventata una categoria arcaica e i modernisti premono sempre alle porte per accusare di passatismo quelli che non condividono le loro idee sugli spazi urbani segnati dai secoli.


Colle Oppio

Posted by Annarosa Mattei on Apr 1, 2009


Piazza Margana

Posted by Annarosa Mattei on Apr 1, 2009


Pasquino o le statue parlanti

Posted by Annarosa Mattei on Mar 18, 2009

Non so per quanto tempo ancora usciranno le pagine romane dell’Unità. Tutto sommato non mi dispiace di avere archiviato in questo sito alcune delle mie brevi passeggiate nel cuore della città, “archivio segreto” di storie e memorie. A proposito delle statue parlanti, sono convinta che oggi avrebbero molto da dire. Chissà che non tornino a parlare, come facevano un tempo, quando Roma apparteneva alla Chiesa e il popolo doveva tacere.

L’Unità – Domenica 15 marzo


Piazza Montanara

Posted by admin on Mar 8, 2009

L’Unità 8 marzo. Un luogo dimenticato dell’antica città.


Santa Maria in Aracoeli

Posted by Annarosa Mattei on Feb 22, 2009

Guelfi e Ghibellini: chissà che la divisione non sia sempre la stessa. Però, contaminandosi sempre di più il potere temporale con quello spirituale, sarebbe forse il caso di parlare di guelfi bianchi e guelfi neri? Chissà che avrebbe fatto oggi un Cola di Rienzo redivivo. Vi riporto l’articolo della rubrica dell’Unità uscita oggi, 22 febbraio. Non sono riuscita a riportare l’articolo scannerizzato dal giornale.

SCALINATA CONTRO LA PESTE
Durante le contese tra Guelfi e Ghibellini la piazza del Campidoglio con la chiesa dell’Aracoeli, sorta nel VII secolo sui ruderi del tempio di Giunone, diventò lo spazio della rinnovata esperienza comunale. Tra le mura della chiesa si riunivano i dirigenti municipali e i nobili disputavano con i papi. Gli imperatori germanici vi si recavano per avere l’avallo del popolo romano e i poeti per ricevere l’alloro: Petrarca lo ebbe nel 1341. I Francescani, dopo averne ottenuto la proprietà da Innocenzo IV, nel 1250, ricostruirono l’Aracoeli modificandone l’orientamento perché divenisse la chiesa delle assemblee cittadine e delle sue istituzioni civiche. Segno del rinnovamento la costruzione di una imponente scalinata che apriva un nuovo accesso al colle nella direzione di Campo Marzio invece che dei Fori. Realizzata nel 1348 con i marmi di spoglio del luogo, fu inaugurata da Cola di Rienzo, forse come voto alla Vergine, per porre fine alla peste. Il 20 settembre 1887 il Comune di Roma capitale scoprì la statua di bronzo che lo rappresentava a grandezza naturale in cima a un basamento decorato con rilievi marmorei antichi: a ricordarlo nessuna iscrizione ma solo il nome ”Cola de Rienzi”.